DOMENICA DI PASSIONE - Processione delle Quarantore (***)

(***) Processione soppressa dalla Autorità Ecclesiastica.

Gli ultimi tre giorni di carnevale in chiesa si svolgevano le Quarant'ore di "riparazione", con l' esposizione del Santissimo e processione finale "intorno a quella Terra della Trinità", come ricorda un documento del 1794.
Tale rito veniva ripetuto in maniera più solenne la Domenica di Passione, antecedente a quella delle Palme.
Era la Confraternita del Santissimo ad occuparsi della organizzazione di questa celebrazione ed era un privilegio acquisito da tempo; un documento del 1796, infatti, conferma il "liceat per la processione e le Quarant'ore nella Domenica di Passione alla Fratellanza del SS.mo nel Casale della Trinità".
Per questa ricorrenza viene eretto in chiesa un altare altissimo, addobbato riccamente con fiori, luci, candele, e lo si è continuato a fare di quelle proporzioni fino agli inizi degli anni Sessanta.
La Domenica di Passione, dunque, dopo la celebrazione della Messa solenne, si svolgeva la processione del SS. Sacramento che, al rientro, veniva collocato in una cappellina indorata, alla sommità dell' altare di cui si è detto.
La particolarità di quest'ultimo è ricordata anche dal Cirelli, che così si esprime:
"Così accorre devoto e pieno di fede l'intero popolo ... ad adorare il SS. Sacramento, allora che per tre giorni consecutivi si espone sotto un baldacchino in mezzo ad una macchina che si erge sull'altare maggiore, sulla quale si accendono molte centinaia di ceri".
L' ultima sera, quella del martedì, la chiesa era normalmente gremita da una folla inverosimile; dopo la solenne e fastosa celebrazione del rito liturgico, accompagnato dalla banda locale, il Santissimo veniva rimosso dall'altare e portato in processione all'interno della chiesa stessa, prima di essere riposto nel tabernacolo.
In qualche anno, per una migliore riuscita di tale solennità religiosa, gli appartenenti alla congrega del Santissimo si sobbarcavano a contributi extra; nel 1820, ad esempio, i 63 confratelli corrisposero altri 80 ducati per la festa delle Quarant'ore, oltre alla normale quota annuale di 12 carlini a testa (che in tutto faceva 72,60 ducati), ce la mettevano tutta, dunque, perchè era l'occasione per fare bella figura nei confronti delle altre confraternite e della popolazione tutta.
Era, anche questa, una forma di protagonismo, un sentirsi una volta tanto attori e non semplici spettatori.

L' altare eretto in Chiesa Madre dalla Confraternita del SS. Sacramento per la festività delle "Quarantore" (1962)


- Testo e foto (1) a cura di P. Pagano (1989), tratti da "Le Confraternite di Trinitapoli" di Pietro di Biase, Schena Editore, Fasano di Brindisi, 1989.